Un occhio su: "La mia Fotografia" di Grazia Neri

Grazia Neri
Un autoscatto con il libro - foto da Webcam (scusate per la luce!)


Tre settimane fa sono andata in biblioteca e un libro ha attirato la mia attenzione.

Questo libro è "La mia Fotografia" di Grazia Neri (Feltrinelli).

Avevo sentito parlare di lei e della sua agenzia, ma non ne sapevo moltissimo, quindi mi è sembrata una buona opportunità per saperne di più.. e poi i libri autobiografici sono i miei preferiti!

E in questo caso ne valeva davvero la pena, un libro che consiglio moltissimo a fotografi, appassionati, artisti, giornalisti e curiosi..
Mi si è aperto un mondo sull'importanza delle didascalie corrette sotto ogni foto, di quanto è importante che ogni giornale e rivista pubblichi sempre il nome del/della fotografo/a e dell'agenzia.

Ho segnato moltissimi nomi di fotografi di cui non avevo mai sentito parlare e che meritano moltissima attenzione, tanto quanto quelli pubblicizzati ed esposti dalla Magnum.
Ho letto con interesse tutti i capitoli riguardanti alla fotografia di guerra e di quanto alcuni aspetti umili di un tempo sono andati perduti.
Ho concordato con lei sulla quantità di foto diffuse nel web di scarsa qualità, di quanto tutti si improvvisano fotografi e di quanto il copyright non venga rispettato.
Sono d'accordo con lei che ora le foto sono tutte uguali e che spesso si abusa troppo di Photoshop.
Ho letto con emozione i racconti storici della fotografia e dei fotografi passati.

Questo libro mi ha aiutata a pormi molte domande riguardo al mio modo di esprimermi e di quanto sia fondamentale non perdersi troppo dietro a ciò che vorrebbe la gente di te invece di quello che senti te stessa di fare.

Ho sempre apprezzato di più la fotografia artistica, ma questo libro mi ha informata di tutto l'aspetto della fotografia commerciale e di quanto lavoro c'è dietro ad una foto e a un fotografo.

Un libro che mi ha davvero arricchito molto.
Pubblico qui alcune foto che mi hanno colpito, qualche nome che mi ha catturata e alcune citazioni che mi son segnata.

"Una fotografia esiste se viene guardata, e muore se nessuno la guarderà più" 
Grazia Neri

"Ora le fotografie sono dappertutto, allora si vedeva quello che si era sentito dire e 
non avevamo mai visto. Erano altri anni."
Paul Melcher

"Nei quadri uno vede quello che sa."
Alessandro Bertagno

"In una società in cui gli spazi del privato sono sempre più esigui, in cui la voglia di apparire è imperante e tutto è esibito e riprodotto attraverso i media e i social network, ci si vuole però tutelare dall'immagine "rubata", che sfugge alla messa in posa, alla rappresentazione, alla possibilità di un controllo. Perchè?"
Uliano Lucas

Preghiera per la pace in Afghanistan, settembre 2001
© Alexandra Boulat /courtesy Annie Boulat
© Machiel Botman

"Ti odio! Non tornare mai più in casa mia" grida a suo padre un bambino di otto anni mentre l'uomo viene arrestato dalla polizia per violenze sulla madre.
Domestic Violence/Domestic Abuse Awareness Project, 1988
© Donna Ferrato
Un paziente travestito da clown in una clinica psichiatrica sovietica. Mosca, 1988
© Pavel Krivtsov, WPP 1989

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