Un occhio su: La Fotografia Soggettiva / Subjektive Fotografie


Toni Schneiders (il mio preferito)
Ein-Fuß-Gänger, Otto Steinert, ca. 1950.

Credo di aver scoperto il movimento fotografico che più si avvicina al mio modo attuale di vedere le cose :)

Nel 3° volume della Storia della Fotografia di Tom Ang si parla della Fotografia Soggettiva.
Nel 1950 il gruppo Fotoform organizzò la prima mostra a Colonia, gli artisti presentarono forme astratte della natura, ombre, esposizioni multiple e altre manipolazioni da camera oscura.
Questi fotografi si ispiravano alla Bauhaus e alla Neue Sachlichkeit e il gruppo era composto da: Wolfgang Reisewitz, Otto Steinert, Peter Keetman, Siegfried Lauterwasser, Toni Schneiders e Ludwig Windstosser.
La Subjektive Fotografie celebrava la creatività individuale e permetteva la coesistenza di vari stili, Steinert (ex medico e fotografo/artista autodidatta) fu il principale esponente di questa corrente e diede alla fotografia l'opportunità di prendere una direzione creativa. La sua avversione ai dogmi arrivò al punto di rifiutare che il fotografo fosse schiavo dei propri soggetti.
Lo scopo della fotografia non era più quello di rappresentare un soggetto realisticamente (con oggettività), legato a programmi politici o ideologici, ma dargli un valore personale (soggettivo) e artistico.

(Su questa foto ci sono alcuni dubbi di chi sia, su internet in alcuni siti viene attribuita a Reisewitz
in altri a Keetman,  in altri addirittura a Steinert,
purtroppo questo è il pro e contro di internet, tante informazioni, ma poca chiarezza,
se qualcuno ne sapesse qualcosa in più, mi faccia sapere!)
Toni Schneiders

Wolfgang Reisewitz

Otto Steinert,
Steinert incoraggiava i fotografi a esplorare tutte le possibilità creative a loro disposizione come forma di Autoespressione con una propria importanza.

Il Fotoform si sciolse nel 1958, ma le tradizioni su cui si fondava la Subjektive Fotografie continuarono fino alla fine del XX° secolo.

Peter Keetman

Ludwig Windstosser

Siegfried Lauterwasser
Peter Keetman

Toni Schneiders

(è stato riportato il testo di pag. 214/215 del 3° volume della Storia della Fotografia di Tom Ang)