Un occhio su: Jane Evelyn Atwood

Bambini ciechi toccano un gatto impagliato per imparare ad accarezzare un gatto vero, 1981.
© Jane Evelyn Atwood

In questi giorni sto leggendo un libro davvero interessante: "La mia fotografia" di Grazia Neri.
Scriverò approfonditamente una volta terminato, perchè merita davvero attenzione.

C'è una fotografa che mi ha colpito molto, ovvero Jane Evelyn Atwood.
Forse sarà per il fatto che la foto presente nel capitolo dedicato a lei riporta un'immagine scattata a dei bambini ciechi e la tematica mi interessa molto da sempre.
In quanto artista che utilizza principalmente il senso della vista mi ha sempre affascinato cosa sente e percepisce un/una non vedente. Il mio progetto KONTAKT ha voluto proprio essere una prova..

Ritornando alla fotografa, mi ha colpito appunto questa foto e la sua sensibilità a determinate tematiche, le sue prime foto sono state scattate appunto in una scuola per bambini e adolescenti ciechi, ha documentato la situazione delle donne in prigione in diversi paesi del mondo, si è occupata dei malati di AIDS e ha realizzato un servizio sulla prostituzione a Parigi.
Come ha scritto Grazia Neri a pag. 126: "se qualcuno volesse "vedere" l'empatia, dovrebbe guardare tutti i lavori di Jane."

Riporto una frase di Jane Evelyn Atwood con cui mi trovo pienamente d'accordo e che si può applicare un po' a tutto al giorno d'oggi:

"Ci sono ogni anno moltissimi fotografi che entrano nel mercato del reportage spinti anche dal digitale, circa 15.000, ma non riflettono, pensano solo a diventare fotografi" Jane Evelyn Atwood

mi dispiace molto non aver trovato la didascalia esatta di questa foto
© Jane Evelyn Atwood
mi dispiace molto non aver trovato la didascalia esatta di questa foto
© Jane Evelyn Atwood
mi dispiace molto non aver trovato la didascalia esatta di questa foto
© Jane Evelyn Atwood