"Mi chiamo Harvey Milk e sono qui per reclutarvi tutti!"

 
Harvey Milk
"Se non ti mobiliti per difendere i diritti di qualcuno che in quel momento ne è privato, quando poi intaccheranno i tuoi, nessuno si muoverà per te. E ti ritroverai solo."
Harvey Milk e Scott Smith


Locandina del film di Gus Van Sant
Ieri ho visto "MILK", il film di Gus Van Sant (vincitore di due premi Oscar, uno per il migliore attore protagonista - Sean Penn - e uno per la migliore sceneggiatura originale).
Non scrivo questo articolo per recensire il film, ma per riportare alcune mie riflessioni personali.

Per chi non lo sapesse, Harvey Milk è stato il primo gay dichiarato ad essere eletto ad una carica politica negli Stati Uniti e per anni si battè per i diritti dei gay, è stato assassinato nel 1978 insieme al sindaco G. Moscone, da un ex consigliere omofobo e frustrato di nome Dan White.

Si trasferì a San Francisco, nel quartiere Castro (oggi conosciuto come il cuore della comunità omosessuale ed è la zona con più alta concentrazione di omosessuali al mondo), nel 1972.
E dal 1972 al 1978 lottò per i diritti degli omosessuali. Per dire BASTA alle violenze della polizia sui gay, per dire BASTA ai suicidi per la non accettazione, per dire BASTA alle continue discriminazioni. E LOTTARE per essere accettati e avere i diritti come tutti gli altri esseri umani, in quanto Esseri Umani.

Il film ripercorre la vita di quest'uomo, la sua perseveranza, la sua tenacia, il suo coraggio, contro i continui pregiudizi della religione e il continuo razzismo delle persone che non sanno accettare le differenze e che non sanno vedere al di là del proprio naso.

Ciò che mi rattrista, ma forse farei meglio dire "che mi fa provar rabbia", è che quei discorsi sono così ancora tremendamente attuali. Gli stessi identici discorsi. Le stesse identiche convinzioni sulla famiglia naturale. La stessa identica convinzione che l'omosessualità si possa guarire. Sono passati anni e il pregiudizio è ancora lì, la gente schifata è ancora lì a provare schifo, la gente è ancora lì pronta a picchiare se vede due uomini mano nella mano, i ragazzi sono ancora lì pronti a insultare il compagno di classe gay, la maggior parte degli uomini sono ancora lì che confondono due donne che stanno insieme con il sesso lesbico dei porno, e potrei continuare ancora.
La discriminazione degli omosessuali, che siano gay, lesbiche, bisessuali, transgender o altro, nel 2013 è ancora presente in moltissimi stati e in Italia non c'è ancora una legge che tuteli le vittime della discriminazione sessuale. La maggior parte dei politici e la Chiesa sono contro all'omosessualità, anche se nei loro ambienti c'è un'alta percentuale di omosessuali, costretti a vivere nella menzogna e nella vergogna.
In moltissimi altri stati, soprattutto di religione islamica, l'omosessualità è punita con la morte.
In Russia la situazione attuale è molto critica, Putin pochi mesi fa ha promulgato una legge "Anti - omosessuali".

Ho preso coscienza della mia omosessualità a 19 anni, agli inizi era un continuo nascondermi e non sapevo come affrontare il mondo.
Vivevo due vite, la mia, andando nei locali torinesi per conoscere altre persone "simili a me" come orientamento, e quella di fronte agli altri, con continue bugie e i "non detti".
Con il tempo ho cominciato a parlarne con gli altri, l'arte mi ha aiutata moltissimo a denunciare anche la mia sessualità e ora, a Torino, io e la mia compagna andiamo in giro mano nella mano e i miei parenti sono a conoscenza del mio orientamento e mi accettano per come sono, ma il percorso di accettazione è ancora molto lungo, perchè l'ostilità attorno si sente e la paura del giudizio è ancora tanta.
Proprio poco tempo fa ho scoperto il pensiero estremamente omofobico di un mio ex compagno di teatro e la delusione è stata tanta. E so che altre persone pensano che non dovremmo farci vedere in giro per evitare di screditare altre persone e l'ambiente lavorativo.


Il film di ieri mi ha riempita di coraggio e mi fa dire, con ancora più orgoglio, che abbiamo Diritto di avere i diritti che ci spettano, che abbiamo diritto di vivere la nostra vita, che abbiamo diritto di Amare, come tutti gli altri, che abbiamo diritto ad una legge che ci tuteli di fronte a delle discriminazioni, che abbiamo diritto di avere una casa, che abbiamo diritto di dire in giro che siamo una coppia, che abbiamo diritto di girare mano nella mano, che abbiamo diritto a non essere classificati cittadini di "serie B", anche se le tasse le paghiamo come tutti gli altri, che abbiamo diritto di Essere, Vivere ed Esistere.


 Proprio oggi è stata resa pubblica la notizia  dell'ennesimo suicidio di un 14enne di Roma,  insultato ed emarginato dagli amici perchè  omosessuale.

 Questo articolo lo dedico a lui.