Come pietra paziente, un film da vedere



Giorni fa leggevo una rivista e c'era un'intervista al regista Atiq Rahimi, in occasione dell'uscita del suo ultimo film "Come pietra paziente". Quando ho finito di leggere l'articolo, mi son detta "questo film lo devo vedere assolutamente".
Poi domenica io e la mia compagna passiamo davanti al Cinema Romano a Torino e vediamo la locandina.
Abbiamo approfittato dello sconto del mercoledì e ieri sera finalmente siamo andate a vederlo... che dire, un film che riempe, che ti fa pensare, che ti fa rimanere incollata ad ascoltare per tutto il tempo le confessioni di questa donna.

Ambientato in Afghanistan durante l'ormai continua guerra, racconta e fa vedere la situazione della maggior parte delle donne musulmane... la loro sottomissione, il potere maschilista e la mancanza d'affettività e d'amore nei rapporti. Approvo infatti la lotta delle donne musulmane, perchè vivono veramente una situazione inumana e prive di ogni diritto umano.

In questo film la donna accudisce il marito che è stato ferito e che è in uno stato di coma, gli racconta tutti i suoi segreti, come se fosse una "pietra paziente", così facendo si libera di tutti i suoi pesi nell'anima e si sente più libera. Gli denuncia la sua assenza nei dieci anni di matrimonio, delle sue figlie e di cosa lei, come donna, avrebbe voluto. Mi ha colpito soprattutto che in tutti quegli anni non sifossero mai dati un bacio, incredibile. Come si fa a stare insieme ad una persona per cui vali solo come "un pezzo di carne"? Assurdo.

Mi verrebbe da ascoltare la storia di ogni singola persona, di cosa provano, di come vivono i sentimenti, di come vivono il sesso, di cosa avrebbero bisogno, di cosa vorrebbero denunciare, ma non possono.

Questo film permette proprio di ascoltare le sue confessioni, senza interruzioni, senza bloccare il suo flusso. Ecco, quanto siamo poco abituati al semplice ascoltare le confessioni di una persona o quanto ci è difficile parlare in totale disinvoltura dei nostri segreti senza essere giudicati e bloccati. Credo che ognuno abbia bisogno di una sua personale "pietra paziente" per farci sentire più liberi e leggeri!

Nel mio percorso anch'io ho sempre avuto bisogno di una pietra: fino a qualche anno fa sfogavo tutto su dei quaderni, poi ho cominciato a sfogarmi con la fotografia e questo soprattutto mi ha aiutato a svuotarmi di ciò che nascondevo, ma che avevo voglia di urlare. Ora ho la fortuna di avere al mio fianco una compagna che oltre ad ascoltarci e ad essere "pietra paziente" una per l'altra, ci doniamo amore e tenerezza. E questo ci fa stare bene, stare bene davvero.